I tre uomini che fecero l'impresa
Tutte le foto della mitica Tappa Cassano d'Adda - Andalo
C’è un momento, all’alba, in cui la pianura trattiene il respiro. Lì, sulle rive placide dell’Adda, Cassano si sveglia.
Non è un mattino come gli altri... è il giorno in cui l’asfalto si tinge di rosa.
Duecentodue chilometri. Un viaggio che parte dolce, scivolando via dalla Martesana, per andare a specchiarsi, poco lontano, nelle acque del Lago d’Iseo. Ma la quiete... è solo un’illusione.
La strada si alza. I muscoli si contraggono. Il Passo dei Tre Termini e la Cocca di Lodrino sono i primi morsi al respiro degli eroi.
Poi, il confine. Il Trentino ci accoglie nella Valle del Chiese. La fatica non è più uno sforzo, qui è diventata una promessa.
L’ascesa verso Stenico, il Capitano delle Giudicarie, è ardua, i chilometri nelle gambe sono tanti, la stanchezza presenta il conto.
Il verde dei boschi che ci avvolgono ossigena i nostri cuori, piccole incredibili macchine fatte per imprese fantastiche.
San Lorenzo Dorsino suona la carica! È qui che l’impresa si infiamma.
Sulle pendenze che ci portano a Molveno, la gravità diventa un nemico invisibile. I polmoni bruciano, i pedali pesano come macigni, ma la vetta ci chiama.
E infine... l’ultimo respiro prima della gloria. Un nastro d’asfalto in leggero falsopiano che scende verso Andalo. Le braccia al cielo, la polvere, il sudore, i sorrisi dell’amico che con te ha condiviso questa impresa, frammenti, attimi che diventano leggenda.
Questo non è sport, è ciclismo! Questo... è il Giro d’Italia.





