Cosa hai fatto Presidente!!!
Una bici da corsa? E adesso?
Aggiungi un posto a tavola…
O forse è meglio dire “aggiungi un posto in garage, in cantina…insomma dove tieni le bici…”
Dallo scorso giovedì sono proprietario, felice, di una nuova bici da corsa.
La Canyon Ultimate CF.
Ancora Canyon! Dopo la GRAIL ecco la Ultimate.
Il rapporto qualità prezzo non si batte.
Con lo stesso budget non avrei comprato una bici equivalente in negozio.
L’idea iniziale era quella di assemblare una bici con telaio “cinese”.
QuickPRO, Wintech, ecc… giorni a studiare l’alternativa.
Con lo stesso budget non sarei riuscito a “starci dentro”.
Bisognava andare su di una fascia di telai inferiore…e a questo punto meglio stare su di un brand europeo.
Certo la produzione è sempre in Asia e blablabla, ma quando compri un oggetto ricordati che compri anche l’assistenza, il supporto, la garanzia ecc.. e qualla di Canyon, che ho usato una volta sola, è veramente super!
Si ma la bici come va?
L’ho usata tre volte, tre giorni di ciclismo su strada.
Venivo da un’esperienza su di una vecchia BMC del 2015, che da cinque anni è adagiata in taverna sugli smart trainer.
E’ già…sono passati cinque anni dalla mia ultima uscita in bici da corsa.
Capite che le sensazioni sono completamente sballate.
I primi cinque chilometri mi sentivo un ciclista alle prime armi.
Bici nervosa, manubrio piccolo, “che roba è questa cosa cosi nervosa che sto cercando di domare?”
Ma poi il cervello fa il suo lavoro e come si suol dire:
“…è come andare in bicicletta” e dopo qualche minuto eccomi qui ancora ontheroad
Bici leggera, scattante, una lama. Sugli strappi risponde ai comandi, in salita ti dà una mano. Una bici da corsa è fatta per quello. Punto.
In questi cinque anni ho fatto qualche uscita in gravel su strada. Non c’è paragone. E’ un’altra roba. Chi ti dice che è lo stesso mente sapendo di mentire.
Comunque se volete tutti i dettagli tecnici non vi resta che andare direttamente nella pagina di Canyon.
Non faccio recensioni di bici…che poi sono tutte uguali!
Addio al gravel?
Assolutamente no. Il gravel continua ad essere parte della mia esperienza di ciclista. Così come lo sarà sempre la MTB.
Dividerò il mio tempo nelle tre discipline, con serenità, senza stress e farò quello che vorrò quando lo vorrò fare.
In questo ultimo periodo sto pedalando in gravel quasi sempre da solo.
Ho smesso di partecipare agli eventi…troppi. Indigestione…
E poi c’è questo senso di NON appartenza. La bici per me è un mezzo per pedalare, scoprire, farsi il culo, faticare, migliorare le proprie perfomance, in pianura, in salita, ovunque.
Incompatibile quasi sempre con lo spirito del gravel che aleggia nell’aria.
Un ciclista non si ammazza di birra, un ciclista non fuma!
Ma questa è un’altra storia!
Ci vediamo in giro…anche sugli sterrati!
Il Presidente.





